Biodiversità e funzionamento ecosistemico 

(Coordinamento: F. Bulleri, P. Gianguzza, G. Sarà) 

Il serrato dibattito su forma ed intensità delle relazioni tra biodiversità e funzionamento ecosistemico (BEF) continua ad alimentare la letteratura ecologica a distanza di quasi 30 anni dai primi lavori seminali di settore. Se molti paradigmi appaiono oggi consolidati, rimangono ancora da riempire molteplici “serbatoi” di conoscenza sulla forza delle interazioni tra le specie e sulle funzioni ecologiche in grado di fornire beni e servizi per il mantenimento dell’uomo. Come ormai tradizione, questa sessione del Congresso SItE intende raccogliere tutti i contributi che, separatamente o congiuntamente, affrontano la biodiversità e le funzioni ecosistemiche, con un occhio all’analisi dei fattori di scala, ai meccanismi che sottendono le funzioni, all’analisi di modelli meccanicistici e predittivi delle relazioni BEF e ai fattori antropici in grado di alterare biodiversità, funzioni ecosistemiche e relazioni BEF.

Biodiversità e servizi ecosistemici degli ambienti di transizione

Sessione congiunta SItE-LaguNet (Coordinamento: R. D’Adamo, P. Franzoi, S. Vizzini)

Gli ambienti di transizione sono aree con marcati gradienti ambientali, elevata eterogeneità di habitat e peculiari pattern di biodiversità. Essi forniscono numerosi beni e servizi alla popolazione umana. Infatti, sono ecosistemi molto produttivi, in cui la pesca e l’acquacoltura vengono tradizionalmente condotte, ed importanti aree di nursery e di conservazione della flora e della fauna. Inoltre, rappresentano ambienti di elezione per il turismo e le attività ricreative, la ricerca scientifica e l’educazione ambientale. Al contempo, gli ambienti di transizione sono soggetti a molteplici pressioni antropiche che rappresentano delle minacce per la biodiversità e i servizi ecosistemici associati. Questa sessione ha l’obiettivo di discutere nuovi risultati sui livelli di biodiversità e sulle relazioni tra biodiversità e fattori ambientali e di scambiare conoscenze ed esperienze sull’uso degli ambienti di transizione.

L’ecologia del paesaggio italiana verso il World Congress 2019 – idee, sfide e prospettive

(Coordinamento: E. Padoa Schioppa)

Nel 2019 il World Congress of Landscape Ecology si terrà in Italia, a Milano con il titolo “Nature and society facing the Anthropocene: challenges and perspectives for landscape ecology”. La parola Antropocene, pur coniata in un contesto lontano dall’ecologia del paesaggio, ha assunto un significato profondo per gli ecologi del paesaggio. Già uno dei fondatori, Zev Naveh, nei suoi scritti parlava di “Total human ecosystem” riconoscendo ed individuando il ruolo predominante dell’azione antropica nell’indirizzare le dinamiche globali della ecosfera. Oggi, l’ecologia del paesaggio è chiamata a fornire risposte di gestione della resilienza di un Pianeta in continua trasformazione, attraverso nuovi paradigmi come i servizi ecosistemici e le reti ecologiche, a supporto del benessere sistemico di “humans-in-nature”. Altre sfide (e risposte) vengono dagli studi sui nuovi paesaggi, generati dai processi di urbanizzazione o dalla produzione di energia, così come dal riconoscimento dei vari aspetti del paesaggio (e.g. soundscape). In questa sessione, l’ecologia del paesaggio italiana vuole delineare l’attuale stato dell’arte, e offrire uno spunto di riflessione in preparazione del prossimo World Congress.

Ecotossicologia e stress ecology nella valutazione del rischio ambientale

(Coordinamento: S. Villa, V. Lencioni)

Negli ultimi 30 anni, l’ecotossicologia ha sviluppato modelli concettuali e metodi per la valutazione del rischio ambientale (ERA: Environmental Risk Assessment) connesso all’uso di sostanze chimiche. Tuttavia, gli schemi di ERA proposti sono in gran parte basati su modelli concettuali semplificati che consentono una valutazione approssimata sia dei livelli di esposizione che degli effetti attesi negli ecosistemi. Negli ultimi anni risulta sempre più evidente che, se l’obiettivo deve essere quello di salvaguardare il capitale naturale ed i servizi ecosistemici, le procedure di ERA non possano più prescindere da un maggiore livello di realismo ecologico, attraverso una maggiore integrazione dell’ecotossicologia nell’ambito del dominio della cosiddetta “stress ecology”. La sessione vuole essere un momento di incontro e discussione tra i ricercatori per fare il punto su come la ricerca in ecotossicologia (di laboratorio o di campo) si stia muovendo verso lo sviluppo di nuovi approcci di ERA che includano livelli crescenti di realismo ecologico. Per questa sessione invitiamo a presentare contributi che riguardino lo sviluppo e applicazione di modelli realistici di previsione dell’esposizione o di monitoraggio ambientale (in particolare di contaminanti emergenti). Sono altresì incoraggiati contributi che forniscano casi studio sugli effetti di sostanze chimiche, eventualmente in combinazione con altri fattori di stress (es variazioni di temperatura e umidità), che possano essere osservabili ai diversi livelli della scala gerarchica bio-ecologica (biomarkers, effetti comportamentali e sul ciclo vitale di popolazioni o studi di comunità).

Risposte degli ecosistemi acquatici alla crescente variabilità idrologica

(Coordinamento: P. Viaroli, S. Fenoglio, E.A. Fano)

I cambiamenti climatici in atto causano una grande variabilità idrologica in ecosistemi acquatici sia naturali che artificiali, soprattutto nelle regioni mediterranee e a clima arido, anche se da alcuni anni si sta manifestando con sempre maggiore frequenza anche in corsi d’acqua permanenti e laghi delle zone continentali. Gli impatti sono in genere aggravati dall’effetto combinato di cambiamento climatico e sfruttamento delle risorse idriche. Particolarmente esposti a questo fenomeno sono i corsi d’acqua di basso ordine, i canali e i laghi artificiali o regolati che, per la loro funzione, vengono periodicamente riempiti e svuotati. La variabilità idrologica e, in misura maggiore, l’intermittenza hanno effetti rilevanti su habitat e specie, sui processi di regolazione dei cicli biogeochimici dei principali elementi, sulla funzionalità e sulla qualità degli ecosistemi acquatici e sulla loro capacità di fornire servizi. Obiettivi della sessione sono aggiornare il quadro delle conoscenze sugli ecosistemi esposti a questa tipologia di impatti, verificarne le tendenze evolutive, e individuare possibili strategie di mitigazione e/o adattamento.

Risorse di dati e strumenti eco-informatici per la ricerca sulla biodiversità

(Coordinamento: A. Lugliè, B. Cataletto, A. Boggero)

LifeWatch, infrastruttura europea di e-Science sulla biodiversità e gli ecosistemi, sta sviluppando strumenti e servizi utili per la raccolta, l’archiviazione e la condivisione di dati ecologici, per meglio comprendere, prevedere e affrontare le reali problematiche ambientali e per garantire la collaborazione su larga scala fra Enti ed Istituzioni di tipologia diversa. Questa vuole essere quindi un’occasione per differenti istituzioni di presentare tools e servizi di loro pertinenza da condividere nell’infrastruttura stessa per mostrare alla comunità nazionale come Lifewatch-ITA può supportare i gruppi di ricerca nella propria attività.

Didattica dell’Ecologia ed Educazione ambientale

(Coordinamento: C. Lorenzi & Gruppo DEA)

La sessione accoglie contributi di ricercatori, educatori ed insegnanti impegnati nella diffusione della cultura ecologica in molti contesti operativi diversi come la scuola di ogni ordine e grado, le istituzioni della formazione superiore, il mondo delle associazioni e delle imprese, le strutture pubbliche e private con le quali il cittadino comune si trova ad interagire. Durante i lavori sono previsti momenti di discussione, coordinati dal gruppo di lavoro “Didattica dell’Ecologia ed Educazione Ambientale-DEA”, al fine di condividere buone pratiche e facilitare la creazione di possibili reti di collaborazione.

Analisi delle invasioni biologiche su scala ecosistemica: monitoraggio, andamenti ed effetti ecologici

(Coordinamento: P. Genovesi, D. Russo, R. Bolpagni)

La sessione approfondirà le cause, gli andamenti e gli effetti delle invasioni biologiche, con un focus particolare sulle interazioni interspecifiche e sulle dinamiche osservate al livello di comunità. In particolare verranno discusse le correlate delle invasioni con le diverse variabili biotiche ed abiotiche, gli effetti sulle catene trofiche e sui sistemi ecologici. Si approfondiranno anche princìpi e tecniche di monitoraggio delle invasioni biologiche in ecosistemi terrestri e acquatici. Nell’ambito di questa sessione saranno presentati anche alcuni dei risultati del progetto intitolato “Impact of invasive alien species on Sardinian Ecosystems” finanziato dalla Fondazione di Sardegna (2016) e dalla Regione Sardegna (L7/2007).

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